Preparazione Henné: Ossidazione - Acidificazione dell'Henné - Si o No?

Oggi voglio affrontare uno degli argomenti più discussi in assoluto in rete e una delle domande che più spesso mi viene posta riguarda l'ossidazione e l'acidificazione dell'henné. Bisogna ossidare / acidificare l'henné o no?

Come accennavo nel blog post dove approfondisco la preparazione dell'henné e la sua applicazione ci sono 2 scuole di pensiero in merito. Ci sono persone che usano le erbe tintorie ossidandole e acidificandole e ci sono persone che usano semplicemente dell'acqua calda per il loro mix applicando la pastella sui capelli non appena preparata.

Dopo aver capito nell'articolo precedente quali sono i tempi di posa ideali e quanto spesso possiamo applicare le erbe tintorie senza incorrere in irritazioni e sensibilizzazioni del cuoio capelluto, ora andrebbe fatta chiarezza cosa vuol dire ossidare e cosa vuol dire acidificare l'henné perché ho notato che c'è una leggera confusione in merito ai 2 termini.

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L’ossidazione dell'henné

è la reazione chimica che avviene attraverso il contatto della pastella con l’ossigeno che si trova nell'aria. 

Esiste la scuola di pensiero che sostiene che l'henné va lasciato ossidare anche per 12 ore prima dell'applicazione per sprigionare la molecola tintoria, ossia il lawsone.

E poi esiste la scuola di pensiero che promuove l'applicazione della pastella di erbe tintorie non appena preparata, senza lasciarla ossidare.

Va bene applicare la pastella anche senza lasciare ossidare l'henné e le erbe tintorie?

Si! Tanto vale che il processo di ossidazione e di rilascio di colore avvenga direttamente sui miei capelli e non nella ciotola della pastella. Tant'è che il processo di ossidazione continua anche dopo aver sciacquato via le erbe tintorie. Infatti, il colore definitivo che si ottiene applicando le erbe tintorie si riesce a vedere a distanza di 2-3 giorni dall'applicazione solo dopo che il processo di ossidazione è finito. 

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L’acidificazione dell'henné,

avviene quando si aggiunge alla pastella un ingrediente acido (es. yogurt, aceto, limone). Esista la scuola di pensiero che sostiene che l'henné rilascia il pigmento colorante solo in ambienti acidi quindi per favorire la formazione dell'ambiente acido c'è chi aggiunge appunto un ingrediente acido alla sua pastella.

Però cosa succede una volta aggiunto l'ingrediente acido? Avviene una reazione chimica chiamata idrolisi acida in cui le molecole sono divise in due o più parti per effetto dell'acqua. Solitamente questa reazione chimica avviene grazie ad un catalizzatore acido, ma il bello della lawsonia è che questa reazione chimica avviene lo stesso anche se non aggiungiamo delle sostanze acide al nostro mix. Come mai?

Il pH stesso della lawsonia è acido e il fatto che la reazione chimica avviene senza aggiungere nessun ingrediente acido ne è la prova. 

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Inoltre l’acidità intrinseca della lawsonia chiude le squame dei capelli rendendoli lucidi. Quando le squame dei capelli sono chiuse, la luce viene riflessa e i capelli risultano lucidi.

Lo yogurt è uno degli ingredienti più spesso usati per acidificare la pastella di erbe tintorie. Sono la prima a usarlo nei miei impacchi sulle lunghezze per l'effetto condizionante e lucidante che ha sui miei capelli, ma non lo utilizzerei mai nei miei mix di erbe tintorie. Perché?

Principalmente, perché la sua quota grassa potrebbe filmare i capelli, interferendo nella reazione del lawsone con la cheratina. Secondo, perché una sua posa prolungata sulla cute potrebbe portare alla comparsa di forfora. 

Quindi ambiente acido si o no?

Dipende dall’ effetto che vuoi ottenere!

Come accennavo nel video fatto sull'utilizzo della cassia obovata, l'acidificazione delle erbe tintorie è consigliata per chi vuole ottenere uno tonalità di colore leggermente più chiara o nel caso della lawsonia c'è chi dice che ottiene un rosso più scuro, c'è chi dice che ottiene tonalità più ramate...quindi come vedi la risposta risiede sempre nello sperimentare in prima persona per trarre le proprie conclusioni. 

Con le erbe tintorie è impossibile preventivare un risultato preciso. La particolarità nell'utilizzare l'henné e le erbe tintorie è il fatto che i risultati ottenuti saranno sempre unici e differenti da chioma a chioma. 

Ricordati che il katam e l'indigo non amano gli ambienti acidi e che rilasciano il loro colore nell'ambiente basico che creano. C'è chi aggiunge una punta di bicarbonato per creare l'ambiente basico, personalmente, non l'ho mai fatto e i risultati non sono mai stati deludenti. 

Dunque, per rispondere alla domanda che sta alla base di questo post: in base alla mia personale esperienza, l'acqua tiepida, non bollente, è l'unico ingrediente fondamentale da aggiungere per formare la pastella di erbe tintorie.

Ma non ti chiedo di credermi ciecamente, anzi..lo dico ora e lo ripeterò sempre, sperimentare in prima persona è il miglior insegnante. 

Tu che scuola di pensiero hai adottato? Hai provato ad applicare le erbe tintorie senza fare l'ossidazione/l'acidificazione dell'henné? Hai notato differenze tra le due applicazioni? 

©Beautilicious Delights

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